Competenze digitali e sensibilità imprenditoriale sono oggi due competenze imprescindibili per i giovani che vedono il loro futuro nel mondo delle ICT: caratterizzano entrambe l’ambito dei cosiddetti Sistemi Socio - Tecnici per l’innovazione nel disegno e nella realizzazione di prodotti e servizi sostenibili ad alto contenuto di conoscenza.

In quest’area Engineering ritiene che interventi strutturali “future Internet driven” a livello strategico, organizzativo e tecnologico, e finalizzati all’innovazione nei servizi nella “sustainable knowledge society”, possano rappresentare una base per la creazione di una nuova generazione di servizi IT, in grado di segnare una discontinuità rispetto ai modelli di sviluppo tradizionali.

L’Ingegneria dei Servizi, l’Innovazione Sociale e la Open Innovation costituiscono per Engineering aspetti determinanti nella creazione del capitale umano in grado di immaginare, progettare e realizzare questo futuro prossimo.

Ingegneri certamente, ma accompagnati ed integrati da economisti, gestionali, comunicatori che, insieme, affrontano il “mondo digitale” in modo interdisciplinare e con una visione “di servizio”.

L’ambizione è quella di marcare la differenza nel metodo, nel modello, nello spazio, nei contenuti, negli strumenti, nella comunicazione. Ed è importante l’opportunità di poter contribuire, come azienda, alla definizione di nuovi modelli formativi, capaci di dominare la complessità che accompagna una ormai improrogabile necessità di ridefinizione dei paradigmi che hanno orientato la gestione dei sistemi di promozione del sapere tradizionali fino ad oggi.

Il focus è concentrato sulla formazione degli innovatori, e sulla loro preparazione alle sfide lanciate dagli emergenti fabbisogni di innovazione che cittadini, imprese e pubblica amministrazione reclamano.

Ecco cosa serve dunque, sulla base dell’esperienza di Engineering, per avere competenze digitali all’altezza della competizione di mercato:

  • competenza vocata a trasferire abilità e conoscenze eterogenee quali quelle del Management della Business Creation e della Comunicazione;
  • coinvolgimento di portatori di competenze, esperienze e linguaggi interdisciplinari fra loro distanti;
  • modello metodologico – didattico orientato a sostituire alla logica di programmazione, classicamente propria degli impianti formativi modulari, quella della progettazione, cercando di perseguire non solo un trasferimento delle competenze previste, ma la realizzazione delle condizioni migliori per imparare;
  • integrazione della lezione frontale tradizionale con azioni collaborative co-working oriented (co-learning oriented);
  • utilizzo di tools in grado di abilitare ambienti virtuali aperti in cui la learning community (costituita da formandi, docenti, esperti, ricercatori, aziende e attori istituzionali) con autonomia e flessibilità condivide obiettivi e programma modalità di interazione capaci di ottimizzare i flussi di conoscenza;
  • progettazione e realizzazione di spazi fisici polifunzionali facilmente adattabili ai fabbisogni organizzativi ed operativi che differenti sessioni di lavoro richiedono (attività collaborativa, o individuale in un ambiente unico integrato).

In un contesto come quello descritto (persone, luoghi, contesti socio - economici antitetici, background culturali e storici lontani) rappresentano elementi di ricchezza, certamente personali, ma anche “strutturali”, che rimarranno a tutti coloro che, formandosi sulle competenze digitali, guarderanno con fiducia a percorsi professionali non necessariamente in organizzazioni complesse, ma anzi lasciando spazio a iniziative imprenditoriali autonome.


Lanfranco Marasso, Smart City Program Director di Engineering Ingegneria Informatica Spa

L’ambizione è quella di marcare la differenza nel metodo, nel modello, nello spazio, nei contenuti, negli strumenti, nella comunicazione. Ed è importante l’opportunità di poter contribuire, come azienda, alla definizione di nuovi modelli formativi, capaci di dominare la complessità che accompagnano una ormai improrogabile necessità di ridefinizione dei paradigmi che hanno orientato la gestione dei sistemi di promozione del sapere tradizionali fino ad oggi.